Tra le nuove frontiere dell’assistenza sanitaria sta prendendo piede un nuovo modello, del tutto innovativo: l’assistenza medica nei Condomini.
Un’idea semplice ma rivoluzionaria, che porta il medico o l’infermiere direttamente “sotto casa”, favorendo la prevenzione, la cura e la socialità.
E in un Paese come il nostro, dove cresce il numero di anziani, spesso soli, l’accesso ai servizi sanitari diventa da un lato sempre più ricorrente, e dall'altro sempre più difficoltoso.
Il concetto di “medico di condominio” o “portierato sanitario” tende quindi a rispondere in maniera efficiente alla crescente domanda di assistenza, ottimizzando il modo di fornirla.
È una forma di welfare di prossimità che punta a portare la cura dove le persone vivono, riducendo barriere fisiche e burocratiche.
Ovviamente i servizi offerti possono e devono limitarsi ad una assistenza basica, che comprenda anche monitoraggi periodici o terapie continuative che non richiedano ovviamente strumentazioni particolari e/o professionalità specializzate.
Seppur basica però, se inserita all’interno di un Condominio, l’assistenza medica può rivelarsi assolutamente preziosa per il miglioramento della qualità della vita in generale, soprattutto di quei soggetti fragili che per vari motivi sono impossibilitati a spostarsi per raggiungere il luogo di cura a loro destinato.
Diverse sono le figure che possono avvicendarsi in questa assistenza, dagli infermieri ai medici di medicina generale, per finire a figure più specializzate che possono svolgere anche una mera attività di consulenza.
Inoltre, la presenza di un operatore sanitario di riferimento può favorire l’individuazione precoce di problematiche di salute e offrire un sostegno alle situazioni di debolezza familiare o personale.
Proprio perché l’assistenza è rivolta al Condominio, possono essere adottate diverse formule operative: dalla classica visita a domicilio si può passare a modelli più “collettivi” che vedono svolgersi la cura e/o la consulenza sanitaria in locali a ciò appositamente dedicati all’interno del fabbricato condominiale.
Ovviamente i vantaggi sono molteplici.
Per gli abitanti, soprattutto anziani o con mobilità ridotta, significa maggiore accessibilità e sicurezza sanitaria; per il Sistema Sanitario comporta riduzione dei ricoveri evitabili, smaltimento dell'affluenza a strutture pubbliche e meno accessi impropri al pronto soccorso; per l’intera comunità rappresenta un modo per combattere l’isolamento sociale.
Il Condominio diventa così un piccolo centro di salute e socialità, dove la prevenzione si unisce al senso di appartenenza.
Quindi, con un occhio al futuro, ed alle nuove esigenze sociali, se vista come bene collettivo la cura della salute può passare attraverso metodi meno tradizionali, che al posto di grandi ospedali e tecnologie avanzate faccia riscoprire la dimensione umana dell’assistenza medica, coinvolgendo di più la territorialità e le reti di vicinanza, in maniera tale che ogni individuo possa sentirsi più rassicurato nel proprio pianerottolo.
Certo, il progetto richiede grandi risorse economiche ed organizzazioni di mezzi che partano dalle ASL; in alcune realtà italiane, fra cui Bologna, quest’esperienza ha però dimostrato di essere fattibile, anche se applicata all’area più estesa del quartiere; ma nulla toglie che le stesse modalità possano essere utilizzate a livello condominiale.


